Riscaldamento a pellet o a metano, quale conviene?
di Redazione
16/11/2009
Ormai da alcuni anni al tradizionale sistema di riscaldamento a metano si è affiancato quello aumentato a "pellet". Ci siamo rivolti ad un rivenditore di stufe per capire quali sono le peculiarità dei due sistemi. Venio Trabaldi dichiara in maniera sconsolata che il mercato delle stufe è stato rovinato negli ultimi tre o quattro anni, con l'introduzione di nuovi modelli a basso costo ma non di qualità, il che delude facilmente le aspettative del cliente inesperto. Il primo fattore da tenere in considerazione, suggerisce il rivenditore, è avere ben chiaro quale sia il locale o la casa da riscaldare. Bisogna considerare che a seconda degli spazi da scaldare si sceglierà una stufa che soddisfi la richiesta calorica del caso, ricordiamo che non sono necessari radiatori. Prendendo come esempio un appartamento medio, di settanta 0 ottanta metri quadrati per un'altezza di tre metri, si considera una richiesta calorica di ottomila chilocalone, a queste condizioni il prezzo minimo a cui si può acquistare una stufa alimentatata a pellet si aggira attorno ai duernila euro. Questa cifra garantisce un prodotto di buona qualità, garantito per alcuni anni e con relativa assistenza nel tempo.
II Signor Trebaldi aggiunge che per acquistare una caldaia alle stesse condizioni invece bisognerebbe spendere come minimo tremila euro. Ci tiene però a sottolineare che in questo caso si fa riferimento a un prodotto da posizionare in un locale caldaia, volendo acquistarne uno esteticamente gradevole le cifre si alzerebbero fino ai cinquemila euro, senza considerare i costi per i radiatori. Il secondo fattore da valutare fortemente prima dell'acquisto è il consumo legato al riscaldamento, il pellet è evidentemente molto più economico, ma Trebaldi avvisa che vi sono differenti tipi di pellet, il loro prezzo è indice della qualità del prodotto che corrisponde alla resa in calore. In media un sacco di pellet da quindici chili, di buona qualità, costa circa tra i quattro e i cinque euro, mentre se ne trovano a qualità inferiore, così anche la loro resa, a tre euro circa. Gli aspetti che secondo Trebaldi non vanno dimenticati riguardano la manutenzione della stufa, che va pulita ordinariamente dalle polveri residue nel braciere e ulteriormente una volta al mese in maniera completa. A detta del rivenditore il miglior sistema sarebbe quello di utilizzare entrambe i metodi in modo sinergico.
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